LOST IN TRANSLATION: Gonzalo Suárez, director de cine, World cinema: Diary of a Day

Posted on settembre 29, 2010 di

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Ho trascorso il giorno nella mia casa in Lledias, riscrivendo una sequenza de El detective y la muerte e i personaggi del film vorticano intorno a me. Sono ancora spiriti disincarnati, irraggiungibili e fluttuanti. Restano nell’aria, sperando che gli attori gli diano corpo e la camera li rifletta. Ho fede nella loro esistenza, ma solo il cinema potrà fornirgli un’apparenza esterna. Farà di loro dei fantasmi, tanto reali nella memoria come le persone autentiche che, per morte o assenza, non sono più con noi. Non c’è nessuna differenza nel ricordo. Perchè immaginare è ricordare ciò che è stato e fare cinema è rendere realtà l’immaginato. Senza nessuna necessità di descriverlo o dettagliarlo, realizzando il gioco dei gesti, luci e ombre. Per questa ragione, oggi, quando provo a raccontare ciò che sta succedendo nel momento in cui accade, devo rassegnarmi a consegnare a questo diario solo quello che percepisco, prima che sia passato del tutto. Un anziano che «ha la pelle fredda come quella di una lucertola» morirà. Una donna matura e bella, soprannominata «la Duchessa» – «il tempo si è messo a letto con lei ma non è riuscito a scoparla». Un pistolero chiamato «l’uomo oscuro», una giovane perversa, una giovane innocente, un detective, una casa azzurra, una città di notte, un bambino che piange in una soffitta, queste sono le cose che mi stanno accadendo mentre scolpisco i tasti della mia vecchia «Olivetti» e la mosca continua a ronzare contro la finestra.

GonzaloSuárez, director de cine, en World cinema: Diary of a Day

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