Intervista a Javier Fuentes León regista di Contracorriente

Posted on settembre 28, 2010 di

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Intervista a Javier Fuentes León, regista del film Contracorriente

Qual è l’obiettivo del film?

Il mio intento, innanzitutto, era presentare una storia d’amore tra due uomini come gran parte delle storie che vediamo comunemente. La mia idea era quella di metterla sullo stesso piano delle storie che regolarmente conosciamo tra un uomo ed una donna. Credo che l’amore tra due uomini o l’amore tra due donne è parte della condizione umana e entrambe sono molto valide. La mia intenzione era quella di mettere sullo schermo una storia d’amore che fosse capace di commuovere, che la maggior parte delle persone che andranno a vedere un film come questo non si sentano identificate con essa, ma che possano apprezzare l’umanità che esiste dietro quest’amore.

Contracorriente

Contracorriente

Da dove nasce, cosa o chi l’ha ispirata a creare una storia d’amore tra due uomini?

Realmente non mi sono basato su nessuno, è venuta fuori dalla mia immaginazione. Il film parla di un pescatore, e non sono un pescatore, non sono sposato e nemmeno ho dei figli; ovvero, non è autobiografica; senza dubbio, molti dei dilemmi e molte cose riguardanti la crescita personale del personaggio personale le ho vissute io.

Quindi, ha sentito realmente l’amore che vivono i due personaggi e in cosa si sente vicino riguardo all’affetto e ai dilemmi che attraversano?

Si, nel film c’è una certa sensibilità, un’esperienza di vita vissuta che è molto simile. In questo senso sono sullo schermo, se lo vediamo da questo punto di vista. Posso dire che la trama di Controcorriente è inventata ma sullo sfondo ci sono esperienze personali.

Controcorrente si può vedere anche come una radiografia di ciò che attraversano i gay quando nascondo la loro vera identità sessuale?

Ho investigato e lavorato molto nella sceneggiatura allo scopo di essere onesto a livello emozionale, come dire, mi sono preoccupato affinché il film abbia una verità emozionale che per me era la cosa veramente importante. Ero sicuro del fatto che non sarebbero servite a nulla una bella location o degli ottimi attori se non fosse esistita una vera storia. Non so esattamente come sia riuscito a trasmettere tutto questo ma, come dicevo, c’è in esso molta della mia sensibilità e per questo spero di essere riuscito a commuovere grazie a questa sincerità.

Ci sono una considerevole quantità di scene tra i protagonisti cariche di erotismo che, anche se ben dirette, potrebbero vedersi come un mezzo per attrarre il pubblico. Che ne pensa?

No, Confesso che ho avuto paura a realizzare un film come questo in un paese come il Perú dove ancora ci sono omofobia e machismo. Mi preoccupava; per esempio, come avrebbe reagito il reparto tecnico a questo tipo di scene, in verità furono tutti gentili, rispettosi e infine apprezzarono il lavoro di questi due attori, tutto il reparto si congratulò molto.

È stato difficile girarlo?

C’era una certa tensione e molte aspettative, soprattutto per il modo di mettere in scena queste scene erotiche perché entrambi gli attori non sono gay. Quindi abbiamo dovuto creare l’ambiente perfetto affinché si sentissero a loro agio e inoltre abbiamo ridotto moltissimo il reparto tecnico in modo da avere solamente il personale indispensabile. Però alla fine, al momento di filmarle andò tutto molte bene.

Perché l’idea di non presentare un’immagine fantasmagorica del personaggio interpretato da Manolo Cardona, forse per renderlo più naturale e avvicinarlo allo spettatore?

Si, giustamente. Mettere un fantasma all’interno del film era già sufficiente. Non immaginavo di filmarlo anche con tutti questi effetti o con un trucco speciale. Questa domanda me l’hanno fatta in tanti anche prima di cominciare. Molte persone mi chiedevano come avrei filmato questo personaggio e gli rispondevo che pensavo di filmarlo come se il personaggio fosse realmente in quel posto. C’è da considerare che il film si vede attraverso gli occhi di Miguel, l’innamorato di Manolo in Controcorriente e per lui, Santiago è ancora lì, come prima del suo incidente.

Dopo i Festival Cartagena, il Sundance e Miami, dove sarà presentato il film?

Continuiamo il lungo itinerario del film, ci hanno invitato ad Instanbul, in Slovacchia, in Australia. Andiamo in molti paesi. In Colombia il film esce il 23 aprile e l’estate prossima uscirà in Perù.

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Posted in: Cinema spagnolo