LOST IN TRANSLATION: Il Rototom consolida Benicássim come referente del turismo musicale

Posted on settembre 8, 2010 di

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Il nome di Benicássim risulta familiare già a Madrid, Cuenca, Siviglia o Bilbao ma anche in Italia, Regno Unito, Giamaica e in altri sessanta paesi del mondo in cui si sono venduti ingressi per assistere al più grande incontro reggae d’Europa, il Rototom Sunssplash, che chiusi ieri le sue porte nella località costiera. Benicássim ha preso il posto  quest’anno – e sembra in maniera definitiva – di quella che per 16 anni è stata la sede del festival, la località italiana Osoppo. E consolida una scommessa decisa per la celebrazione di festival musicali che porta a conoscere il nome di Benicássim in tutto il mondo.

La località costiera vicina a Castellón ha già ospitato sette festival nel 2010. Sette eventi, praticamenhttps://i1.wp.com/www.udine20.it/wp-content/uploads/2010/08/sunsplash-13.jpgte tutti quelli musicali, che si sono convertiti in uno dei suoi “vantaggi competitivi”, segnala il sindaco, il socialista Francesc Colomer.

Benicássim ha trasformato l’offerta musicale, insaccata in un formato festivaliero, in un elemento chiave per la sua dinamicità economica. Così lo percepisce il primo cittadino:”La musica ci offre un segno di identità, una caratteristica differenziante rispetto ad altre mete turistiche”.

Durante quest’ultima legislatura, agli appuntamenti già consolidati, come il Certamen Internacional de Guitarra Francesc Tárrega (44 edizioni); Il Festival de Habaneras (25 edizioni); il FIB (15 edizioni); Il Festival de Música Sacra o il Festival de Teatro de Buen Humor (17 anni); Benicássim ha dato spazio nella sua agenda ad altri due appuntamenti: il Festival Lirico Opera Benicássim, che conta già tre edizioni e che ha come obiettivo quello di render popolare un genere considerato da molti come elitario; e il Rototom Sunsplash, il festival reggae per eccellenza.

“Che in periodo di crisi siamo abbia fatto strada a due nuovi festival è il miglior messaggio che Benicássim possa lanciare ai mercati turistici internazionali, così che al posto di rannicchiarci abbiamo risposto con una maggiore offerta turistica” sottolinea Colomer.

I Festival generano soldi. Da due anni il FIB, uno dei migliori in quanto ad affluenza, lasciò un impatto economico nel comune vicino ai 14 milioni di euro. Ed offrono una proiezione internazionale: “Questi festival, soprattutto il FIB e il Rototom, ci hanno ubicato nel mappamondo, ci hanno globalizzato”, sostiene il sindaco Francesc Colomer.

Il recente Rototom Sunsplash,, l’ultimo ad aggiungersi a questa voragine festivaliera, ha visto il passaggio di 20.000 persone al giorno per una superficie di quasi 200.000 metri quadrati e per le strade e le spiagge del comune, secondo l’organizzazione. Un “emetico” per il finale di agosto, quando negli anni passati cominciava un certo declino del movimento turistico.

Un totale di 20.00o persone al giorno al Rototom o 130.000 ingressi totali nell’ultima edizione del FIB sono cifre che danno speranza al tessuto ostelliero e impresariale locale che bisogna accudire. E il comune è consapevole di questo. Di fatto, l’inversione municipale annuale per rinforzare e mettere in marcia questi tipi di eventi musicali e culturali si aggira intorno al milione di euro, per ciò che riguarda la sicurezza, la disposizione dei recinti, la pulizia, riferisce Colomer. “Consideriamo la cultura come un investimento in un prodotto turistico e di identità, è una strategia produttiva al servizio del nostro turismo”, riassume.

Per la strada per continuare a consolidare Benicássim come città di festival non finirà con il Rototom. “Non ci fermiamo qui, non scartiamo l’ipotesi di poter creare nuovi festival”, indica Colomer. Questo si, lentamente e con buone parole. “Dovremmo dare uno spazio maggiore”, aggiungere nuove date, “fuori dalla stagione algida” e, soprattutto, seguire la tendenza segnata fino alla data. E apostatare per festival che convertano Benicássim a referente “per la sua qualità ed eccellenza”.

“Non abbiamo nessun evento mediocre, perché sono tutti di punta nei loro rispettivi campi”, rettifica Colomer.

María Pitarch, El Pais, domenica 29 agosto 2010, sezione Comunidad Valenciana.

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