LOST IN TRANSLATION: La regina del contrasto di Blanca Portillo. Omaggio a Bette Davis

Posted on agosto 20, 2010 di

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Probabilmente non era la donna più bella del mondo, tantomeno di Hollywood, però nei suoi occhi abitava uno degli sguardi più intensi e profondi che si siano mai visti su uno schermo cinematografico. E questo la convertì in una  donna tremendamente bella. Dietro questo sguardo c’erano il suo carattere e la sua personalità. Questo era ciò che alimentava i suoi personaggi, questa fiammata affinava il timbro della sua voce e agitava con un’ergia speciale il suo corpo.

Bette Davis È, per me, una delle attrici che distilla più personalità nel suo lavoro. Lei decideva di voler essere bella o se preferiva sottomettere il suo corpo fino a convertirsi in un essere oscuro e sinistro. Non aveva pudore. I suoi personaggi potevano essere amabilmente orribili o terroroficamente adorabili. La regina del contrasto, della sfumatura, del rischio… Questa è la cosa più rischiosa in questa professione: Lei decise che piacere a tutti non era l’obiettivo, ma il risultato.

Cè chi dice che come persona era terribile. Non lo so… Però i suoi personaggi lo erano, erano terribili e per questo risultava amabile nel senso stretto della parla. Amabile perché era degna di essere amata, rispettata, odiada, respinta e adorata. Perché era valida. E ribelle. Contro se stessa, contro il sistema che le toccò vivere. Tutto ciò lo troviamo nei suoi personaggi. E, soprattutto, l’immensa generosità nel ridere di se stessa. Qualcosa di realmente invidiabile.

Da Blanca Portillo, La reina del contraste, El Pais semanal, domenica 8 agosto 2010.

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