I figli degli uomini (Children of men, 2006) di Alfonso Cuaron

Posted on agosto 7, 2010 di

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In un futuro non troppo distante l’umanità sta rischiando l’estinzione a causa della perdità di fertilità da parte delle donne. Il film, tratto da un romanzo di P.D. James del 1992, è ambientato a Londra nel 2027, ma gli lementi fantascientifici e futuristici  sembrano solo un pretesto per offrirci uno spaccato allegorico della realtà contemporanea.

La minaccia dell’infertilità, in effetti, crea il panico di un potenziale terrorismo che si nasconde al di fuori e che spinge le principali città della terra a chiudere i propri confini e respingere i profughi in appositi spazi controllati. La visione ovviamente è esagerata all’estremo. Ma se oggi prendessimo un aereo per andare nella “multiculturale” Londra, ci troveremmo davanti agli occhi uno scenario non molto diverso da quello presentato nel film, con controlli estenuanti per le persone che provengono dai paesi al di fuori della Comunità Europea.

In questo scenario post-atomico e claustrofobico Theo (Clive Owen) si trova per caso a dover salvare la prima donna incinta dopo 18 anni di infertilità in tutto il mondo. La loro fuga verso la salvezza passo attraverso un mare di tradimenti che rendono ancora più opprimente lo scenario.

Il nostro futuro senza presente ha trovato una degna rappresentazione.

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