Generazione “Né Né”

Posted on febbraio 9, 2010 di

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Siamo nelle mani di una autentica e genuina generazione “né-né”. Non mi riferisco ai giovani che non hanno né un lavoro né un beneficio e spremono la sopravvivenza dai loro progenitori. Non parlo nemmeno degli universitari che, terminati gli studi, non trovano né un lavoro degno né una misera opportunità per dimostrare le proprie qualità, né quelle che possiedono né quelle che potrebbero acquisire nel loro lavoro, per non parlare dei disoccupati che non vedono né presente né futuro per loro e per i loro cari.

Allo stesso modo non sarebbe giusto battezzare in questo modo i pensionati che non possono né esprimere un’opinione né fare nulla per evitare il disastro che si avvicina, né lo spagnolo medio che non riesce ad arrivare a fine mese né ha paura di battersi per questo.

I veri né-né che ci conducono alla povertà sono i gruppi corporativi che non hanno né scrupoli né vergogna. Davanti a loro si piazza una casta politica che né sa cosa significa lavorare per il bene comune né ha voglia di scoprirlo. Maledette creature senza cuore né cognizione che non possono né desiderano migliorare la vita del popolo. Vampiri che pensano solo a proteggersi lo stipendio e pensionamenti oltraggiosi, dimostrando un volto sul quale non appare né il senno né il pudore.

Subito dopo, incontriamo gli assessori e i parassiti del popoli milionari che non lavorano né svolgono i loro compiti che giustificherebbe per lo meno la loro esistenza. Se poi continuiamo la lista con gli speculatori, alcuni insensibili banchieri e altri esploratori del nulla che non mostrano né umanità né solidarietà nel loro comportamento, abbiamo terminato la generazione “Né-Né” di cui non abbiamo bisogno né per vivere, né per tirare avanti.

Non dovremmo permettere né che ci distruggano né che ci umilino tutti i giorn.

Lettera pubblicata su “El Pais” del 9 febbraio 2010, scritta da Tomàs Solinas Garcìa. Alicante

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