KILLING TELEVISION: Sull’orlo della paura (A Dandy in Aspic, 1967) di Anthony Mann

Posted on dicembre 26, 2009 di

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L’agente segreto Eberlin lavora contemporaneamente per gli inglese e per i russi. In entrambe le missioni che compie per le due opposte fazioni la sua “spalla” viene uccisa a colpi di pistola. I due incidenti insospettiscono Eberlin che chiede ai sovietici il permesso di lasciare il servizio, sospettado che gli inglesi abbiano oramai scoperto il suo doppio gioco. Ma gli inglesi spediscono a Berlino Eberlin per uccidere la spia sovietica Krasnevin, ovvero il suo alter ego sovietico. Eberlin vorrebbe approfittare per scappare nella Germania Est e di lì, in Russia.  Ma i sovietici lo respingono, poiché, dato che gli inglesi conoscono ormai la sua doppia attività, egli non è più utile nemmeno a loro.

Il film è un intricato gioco di identità, dove il protagonista, Eberlin, si trova ad agire in trame che riducono sempre di più il suo raggio d’azione. L’ansia e la tensione salgono insieme ad un senso di claustrofobia che impregna tutto il film. Niente è dato per scontato. Nulla può essere compreso appieno. I titoli di testa e quelli di coda in questo senso sembrano molto esplicativi. Si sta assistendo ad uno spettacolo dove burattinai invisibili intessono dinamiche per burattini alienati.

Cast: Harry Andrews, Tom Courtenay, Mia Farrow, Laurence Harvey, Lionel Stander, John Bird, Norman Bird, Peter Cook, Barbara Murray, Per Oscarsson

Regia: Anthony Mann e Laurence Harvey (che terminò le riprese dopo la morte del regista)
Sceneggiatura: Derek Marlowe
Data di uscita: 1967
Genere: Spionaggio
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