Redacted di Brian De Palma (2007)

Posted on ottobre 29, 2009 di

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Redacted di Brian De Palma (2007)

Un film mai distribuito in Italia nonostante il Leone D’argento. Redacted è l’ultimo lavoro di Brian De Palma, datato 2007, e rappresenta ad oggi uno dei migliori esempi dimessa in discussione della verità dell’immagine. Mescolando insieme alcuni filmati reali tratti da Internet, alcune immagini dello scontro in Iraq, con filmati completamente ricostruiti ma filtrati attraverso un punto di vista “realistico” ovvero piccole telecamere digitali, riprese amatoriali, filmati tratti da telecamere di sorveglianza.

Il centro del racconto è lo stupro di una ragazza quindicenne e l’omicidio della stessa e di tutta la sua famiglia da parte di un gruppo di soldati americani. Ma il racconto è subirdinato ad un altro intento: la ricostruzione della verità riguardo ai fatti accaduti. Fin dall’inizio del film il regista fa pronunciare ad uno dei soldati una frase emblematica: Vuoi sapere chi sarà la vera vittima di questa guerra? La verita! In effeti, sul banco degli imputati per Brian De Palma finisce proprio la mistificazione e la manipolazione della verità attuata quotidianamente dai massa media nei confronti del conflitto iracheno.

Siamo qui agli antipodi della guerra in Vietnam o della Guerra del Golfo. In questo ultimo caso, soprattuto,  il conflitto poteva anche non essere mai avvenuto, come sosteneva Baudrillard perché le immagini stesse del conflitto provenivano da una sola fonte ufficiale: l’esrcito degli Stati Uniti. Nell’Iraq di oggi, invece, grazie all’avvento delle tecnologie digitali, il conflitto può essere ripreso costantemente sotto diversi punti di vista, ma può essere ugualmente mistificato dai mass media che diventano il portavoce di una verità univoca collegando il flusso delle diverse informazioni.

Brian De Palma, invece, cerca di rompere l’unicità della visione e cerca di restituire la molteplicità dei punti di vista interrogandosi sul potere dell’immagine e soprattuto il potere associativo ed evocativo del montaggio. La sua volontà decostruttiva è chiara fin dall’inizio, così come è chiaro la sua messa in discussione di ciò che sta accadendo in Iraq. Brian De Palma lo evoca attraverso un’immagine fortissima all’inizio del film: lo scorpione attaccato dalle formiche ripreso dalla telecamera amatoriale del soldato. De Palma restituisce così il dubbio sostanziale di questa guerra: sono veramente così innocenti le formiche? Ed è davvero poi così pericoloso questo scorpione?

Allo stesso tempo però l’immagine è una chiara citazione del film Il mucchio selvaggio di Sam Peckinpah, ripresa poi anche da Sergio Leone. Ed anche Peckinpah nel suo film si interrogava sulla stessa questione della differenza tra il bene e il male, sul limiti esistenti tra queste due categorie. E Brian De Palma sembra suggerire che il mito della frontiera si è solo spostato ad Est e gli indiani sembrano mascherati da musulmani.

Nel finale De Palma lascia scorrere alcune immagini di questa non guerra alternate con alcuni falsi fotografati da lui stesso durante le riprese del film. E il pardasso del film diventa inquietante poichè la verità assume un aspetto più surreale ed incredibile del falso.

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