La lunga attesa del mezzogiorno

Posted on ottobre 29, 2009 di

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Mezzogiorno di fuoco di Fred Zimmerman (1952)

Tutto succede in un’ora e trenta di logorante attesa. Un matrimonio, quattro funerali, vecchie storie con prostitute che vengono a galla, un triangolo amoroso, una vendetta consumata dopo cinque anni, il tradimento di una vile comunità.

Mezzogiono di fuoco (1952) è la vita condensata in un’ora e trenta. Un’ora e trenta logorante e non di sfrenata avventura come il genere western ci ha da sempre abituato. Un’ora e trenta di attesa, di qualcosa che dovrà accadere, sempre più imminente e allo stesso tempo inarrivabile.

Il film di Fred Zinnemann lascia da parte il mito della fondazione americana, abbandonando così ogni immagine della frontiera. Non ci sono più terre promesse da conquistare, non ci sono più gli indiani cattivi da distruggere. C’è solo una sorta di desolazione, un cumulo di polvere all’interno di quel giardino che si è creato. Emerge così un rammarico, un senso di insoddisfazione per ciò che si è creato. In fondo, quello che sembra chiedersi lo sceriffo Will Kane (Gary Cooper) sembra proprio questo: ne è valsa la pena lottare per aiutare questa comunità se in cambio ne si ottiene solo diffidenza?

Sono gli anni della guerra fredda, la caccia alle streghe è già cominciata e lo sceneggiatore del film Carl Foreman stava vivendo lo stesso clima di sospetto per la sua vicinanza al comunismo. E come in America non si sparava al nemico, lo si escludeva, lo si teneva da parte per paura di essere invischiati o meglio non si collaborava con gli amici per paura, per timore o per sospetto.

Lo sceriffo Will Kane è comunque il capostipite dei personaggi che animeranno il futuro western crepuscolare. Personaggio dubbioso e indeciso, un eroe accidentale, insicuro delle proprie capacità e allo stesso tempo un personaggio crepuscolare,  non più giovane e nostalgico dei tempi andati, delle avventure passate.  Così come altrettanto forte resta l’immagine di questa giovane sposa che con freddezza uccide un uomo alle spalle perdendo la sua purezza non attraverso l’atto sessuale ma attraverso un omicidio a sangue freddo.

Capolavoro.

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