L’indimenticabile voce di Demetrio Stratos

Posted on ottobre 14, 2009 di

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Cantante, sperimentatore e poeta visivo. Il documentario La voce Stratos di Luciano D’OnofrioMonica Affatato ci lascia con questa definizione di Demetrio Stratos, uno degli artisti più eclettici degli anni ’70 italiani.

A 20 anni dalla scomparsa di questo grande artista, questo documentario ripercorre le tappe più importanti della carriera artistica di Demetrio Stratos dagli inizi come musicista ai primi successi come cantante insieme a I Ribelli fino ad arrivare all’indimenticabile esperienza degli Area, gruppo fondato dallo stesso Strotos nel 1972 col quale scriverà pagine importanti nella storia della musica sperimentale. Il documetario include più di trenta interviste a collaboratori, musicisti, artisti e foniatri che contribuiscono a definire un ritratto dettagliato di questo artista.

La voce Stratos incontra i ricordi dei protagonisti di quelle esperienze e scava negli archivi audiovisivi  e fotografici per riportare alla luce i momenti più importanti della vita artistica di Demetrio Stratos. Sono immagini e suoni che oscillano tra la tenerezza della nostalgia e l’arroganza dell’immortalità infrangendo la linea di demarcazione tra mito e storia, per un uomo che ha portato la sua voce a limiti mai raggiunti da un essere umano.

La voce di Stratos è la voce di un epoca,  il suono quadrifonico di un Paese nel caos, la colonna sonora di una stagione viva e violenta,  l’urlo di guerra per una generazione di bravi ragazzi che volevano cambiare il mondo. Ma non è solo questo. Il canto di Stratos si spinge su frequenze inimmaginabili, giungendo al limite estremo della sperimentazione, alla ricerca di un punto di origine, di un suono puro che lo possa accompagnare nella leggenda. Con le sue ricerche Stratos lascia il campo della musica alternativa per abbandonarsi completamente al mondo della sperimentazione pura, addentrandosi in una ricerca estrema che solo la sua precoce scomparsa ha arrestato.

La voce Stratos è un omaggio sincero e puro ad un artista troppo spesso trascurato e ce ne restituisce il mito e la grandezza. E in un Paese che stanzia 30 milioni di euro per produrre un polpettone nordico distribuito in 267 sale questo documentario somiglia ad un atto di ribellione. Prodotto con pochissimi fondi e distribuito, per ora, solo in alcune sale d’essai, come il Nuovo Cinema Aquila di Roma e il Cinema Mexico di Milano, il film è relegato alla visione di un pubblico di nicchia.

Eppure la proiezione di ieri sera nella sala del Cinema Mexico di Milano è stata un vero gioiello. Molti dei personaggi intervistati nel film, oltre ai due registi che lo hanno presentato, erano presenti in sala. E le risate che accompagnavano alcune immagini di repertorio ha creato una forte empatia , come se si stesse sfogliando un vecchio album di famiglia. Per gli interessati il film è in programmazione anche stasera (mercoledì 14 ottobre) alle 18 e alle 21 sempre in quel paradiso per cinefili del Cinema Mexico.

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