Senza se e senza ma

Posted on settembre 1, 2009 di

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Continuo a parlare per frasi fatte. Chi  mi conosce lo ha sempre afferamato.  Sono un uomo che parla per citazioni. Come se non avessi una coscienza. Come se le mie parole e i miei pensieri fossero slegati fra loro. Due enità distinte e separate. E questo blog ne è la conferma. la certificazione.

E stasera penso a tutti i miei errori. E come sarei se non li avessi commessi.

Penso a tutti i “se” che affollano la mia mente e che mi rendono pesante e carico di dubbi.

o meglio come cantavano i Pink Floyd penso a tutti i miei “IF”.

IfIf I were a swan, I’d be gone.

If I were a train, I’d be late.

And if I were a good man,

I’d talk with you more often than I do.

If I were to sleep, I could dream.

If I were afraid, I could hide.

If I go insane,

Please don’t put your wires in my brain.

If I were the moon, I’d be cool.

If I were a book, I would bend.

If I were a good man,

I’d understand the spaces between friends.

If I were alone, I would cry.

And if I were with you, I’d be home and dry.

And if I go insane,

Will you still let me join in with the game?

If I were a swan, I’d be gone.

If I were a train, I’d be late again.

If I were a good man,

I’d talk to you more often than I do.

SeSe fossi un cigno, andrei via.

Se fossi un treno, sarei in ritardo.

Se fossi un brav’uomo,

Parlerei con te più spesso di quanto faccia

Se dormisssi, potrei sognare

Se avessi paura, potrei nascondermi

Se diventassi pazzo

Ti prego, non mettere i tuoi fili nel mio cervello

Se fossi la luna, sarei freddo

Se fossi un libro, mi piegherei

Se fossi un brav’uomo

Capirei gli spazi tra gli amici

Se fossi solo, piangerei

E se fossi con te, sarei a casa freddo e asciutto

E se impazzissi,

Mi faresti ancora giocare?

Se fossi un cigno, andrei via.

Se fossi un treno, sarei ancora in ritardo.

Se fossi un brav’uomo,

Parlerei con te più spesso di quanto faccia

Forse se fossi un brav’uomo ti parlerei più spesso. E invece sono rinchiuso in questo mio asfissiante mutismo, maschera della mia dannazione.

Ma i miei “se” mi tormentano e mi scvano l’anima. Tanto da espandersi al mondo nella sua interezza. E mi sento un giullare che deride l’apocalisse  generata da se stesso. E allora penso al delirio schizofrenico derivante dall’mpersonificazione con altre cose, come in questa poesia di Cecco Angiolieri:

S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo;
s’i fosse vento, lo tempestarei;
s’i fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i fosse Dio, mandereil’ en profondo;
s’i fosse papa, allor serei giocondo,
ché tutti cristiani imbrigarei;
s’i fosse ‘mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.
S’i fosse morte, andarei a mi’ padre;
s’i fosse vita, non starei con lui;
similemente faria da mi’ madre.
Si fosse Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui.

Ma i miei se vorrebro finire con un’altra tonalità, con un tocco di leggerezza. E allora vi lascio con i “se” di Rudyard Kipling, una letttera dedicata al figlio ma che andrebbe bene per ogni persona

Se

Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti
la perdono intorno a te, dandone a te la colpa;
se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano,
e mettendo in conto anche il loro dubitare;
se riuscirai ad attendere senza stancarti nell’attesa,

se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie,
o se, odiato, non ti farai prendere dall’odio,
senza apparir però troppo buono o troppo saggio;

se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone;
se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo,
se riuscirai ad affrontare il successo e l’insuccesso
trattando quei due impostori allo stesso modo
se riuscirai ad ascoltare la verità da espressa
distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,
o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita
e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;

se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite
e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,
a perdere e a ricominciar tutto daccapo,
senza mai fiatare e dir nulla delle perdite;
se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,
benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,
e a tener duro quando niente più resta in te
tranne la volontà che ingiunge: “tieni duro!”;

se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,
o a passeggiar coi Re e non perdere il tuo fare ordinario;
se né i nemici o i cari amici riusciranno a colpirti,
se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;
se riuscirai a riempire l’attimo inesorabile
e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,
il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene,
e – quel che è più, tu sarai un Uomo, ragazzo mio!

If

If you can keep you head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you,
If you can trust yourself when all men doubt you,
But make allowance for their doubting too;
If you can, wait and not be tired by waiting,

Or being lied about, don’t deal in lies,
Or being hated, don’t give way to hating,
And yet don’t look too good, not talk too wise:

If you can dream – and not make dreams your master;
If you can think – and not make thoughts your aim;
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same;
If you can bear to hear the truth yuo’ve spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build ‘em up with worn-out tools:

If you can make one heap of all your winnings
And risk it on one turn of pitch-andtoss,
And lose, and start again at your beginnings,
And never breathe a word about your loss;
If you can force yourheart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: “hold on!”

If you can talk with crowds and keep your vrtue,
Or walk with Kings – nor lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you,
If all men count with you, but none too much;
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds’ worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that’s in it,
And – which is more – you’ll be a Man, my son!

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