Spesso i critici mi accusano dicendo che nei film non sono altro che me stesso. Ma essere se stessi è molto più difficile di quanto pensiate 4 months ago
E non mi dire che non mi conosci più, che ti sei dimenticato. Non mi dire che non ti ricordi più... 4 months ago
Giovedi scorso, mentre LA 7 trasmetteva la solita partita di noiosissimo e banalissimo calcio estivo è avvenuto un piccolo incidente. In alcuni paesi della della Valbormida è andato in onda, in pieno pomeriggio, un film.
Mancano notizie riguardo la natura del film, sappiamo solo che si tratta di un porno. Non sappiamo il titolo della pellicola nè gli attori che la intepretavano. Sappiamo però che questo venerdì 21 agosto è partita la denuncia contro ignoti da parte dell’emittente.
La nostra redazione esprime solidarietà nei confronti degli ideatori e dei realizzatori dell’atto vandalico e di tutti coloro che hano apprezzato per qualche minuto gli sgraziati e fittizzi orgasmi di questo fondamentale filone della cinematografia mondiale.
Peranto rivendichiamo la realtà di un porno contro questi falsi e scosciati programmi televisivi che prostituiscono la verità e contro il sentimento mediocalcistico che alimenta questo bel decadente paese.
Il web ci restituisce ciò che la censura ci ha negato. Nasce il sito Italia Taglia, realizzato dalla Cineteca di Bologna con il contributo della Direzione generale per il cinema del Ministero per i beni e le attività culturali, che da settembre prossimo archivierà e diffonderà alcune delle scene memorabili tagliate dalla censura italiana.
Saranno oltre 130 mila i titoli recuperati tra i film censurati alla loro uscita nelle sale dal 1913 al 1990. Un enorme archivio, dunque, che conterrà alcune delle scene memorabili di grandi film che hanno fatto la storia del cinema (come la mitica scena del burro ne L’ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci o le censure ricevute da Full Metal Jacket ) e che il nostro Paese ha “ben pensato” di tagliare.
L’appuntamento, dunque, è per settembre quando questo grande archivio sarà consultabile in rete e ci aiuterà a comprendere come la censura italiana abbia funzionato e cosa il nostro Paese bigotto abbia scelto di negare alla visione
Con il Nerone Petrolini ci presenta un Paese governato da un imperatore goffo, ridicolo, col naso rosso e calvo. Un imperatore che vende stoffe, un mercante di benessere. Un imperatore che racconta storie, che si paragona ai grandi condottieri Omerici.
E Petrolini ci presenta un grande affabulatore, che sa intrattenere le folle e le disprezza, non avendone alcun rispetto. L’imperatore romano, infatti, finì per incendiare i sobborghi degradati della città (non si chiamavano ancora ROM); e cominciò a dare la caccia ad alcune religioni orientali, i cui membri furono accusati dell’incendio, anche per timore di attentati alla sua stessa persona. Erano religioni che predicavano la povertà, la rivolta fiscale, la distruzione degli idoli e denunciavano l’arroganza dei potenti (in quei tempi questi era il cristianesimo).
Il film, invece, è del 1930, una delle prime regie di Alessandro Blasetti. Si era nel periodo fascista eppure Petrolini non risparmia la sua satira tagliente ed efficace, con gag ancora attuali, nostro malgrado. 20 minuti di satira pura, solo 20 minuti per dimostrare che l’arte può essere ancora una forma aperta di dissenso e uno strumento di critica sociale.