Spesso i critici mi accusano dicendo che nei film non sono altro che me stesso. Ma essere se stessi è molto più difficile di quanto pensiate 4 months ago
E non mi dire che non mi conosci più, che ti sei dimenticato. Non mi dire che non ti ricordi più... 4 months ago
Diego Armando Maradona: Se non mi fossi drogato Pelé non sarebbe arrivato nemmeno secondo.
Un bambino compagno di squadra: Maradona è un marziano.
Diego Armando Maradona: Io sono un attore. Gli attori hanno un copione da leggere. Io non leggo. Vivo.
Emir Kusturica: Questo bonario “Poldo” sembrava un attore di un film sulla rivoluzione messicana piuttosto che il più grande giocatore di tutti i tempi. Sembrava uscito da un film di Sergio Leone o di Sam Peckinpah e che dopo aver salutato qualche donnaccia, stesse andando in una stanza spargendo puzza di rivoluzione. Sono certo di una cosa: se non fosse stato un calciatore sarebbe diventato un rivoluzionario. A Maradona non servivano motivi per buttarsi nella mischia. Era un rivoluzionario nato.
Emir Kusturica: Dopo una visita al Coccodrillo i principi base della psichiatria vacillano. Per Jung, l’istinto di sopravvivenza spinge l’uomo verso il cibo. Mentre Freud sostiene che l’eros è l’impulso primordiale che, attraverso l’attività sessuale, assicura la riproduzione della specie. Considerando i goal di Maradona più eccitanti delle ballerine di Omar e dei sontuosi banchetti, mi rendo conto che Borges aveva ragione quando affermava che il tango è nato nei bordelli. Che si chiami oggi rock’n’roll o tango è irrilevante oggi. La cosa importante è la scoperta che una nuova teoria psichiatrica si deve aggiungere all’istinto di sopravivenza di Jung e alle idee di Freud sulla riproduzione della specie. L’influenza del gioco di Maradona come terzo istinto primordiale che guida l’umanità.
Bibi (Claudio Gora): Io a Roma ci vado sempre malvolentieri: è triste, umida e antilavorativa. Scusino eh ma io la penso così. Si può andare in qualunque città ed ognuno resta quello che è: un genovese un genovese e un fiorentino un fiorntino. A Roma, invece, dopo tre giorni si è tutti romani.
Bruno Cortona (Vittorio Gassman) : A me Modugno mi piace sempre, questo “Uomo in frac” me fa impazzì, perché pare ‘na cosa de niente e invece c’è tutto: la solitudine, l’incomunicabilità, poi quell’altra cosa, quella che va di moda oggi… la… l’alienazione, come nei film di Antonioni. Hai visto “L’eclisse”? Io c’ho dormito, na bella pennichella…
Bruno Cortona : Chi è ’sta cicciona? Roberto Mariani: Mia madre. BrunoCortona: Perbacco! Bella donna!
Bruno Cortona: Qui s’è fatto tardi. Forza Roberto. Che ti sei incantato? Andiamo. Roberto Mariani: Ci volevi passare la vita in campagna! BrunoCortona: E vabbè ma so’ tre ore che stiamo qui!
Roberto Mariani (Jean-Louis Trintignant): Ognuno di noi ha un ricordo sbagliato dell’infanzia. Sai perchè diciamo sempre che era l’età più bella? Perchè in realtà non ce lo ricordiamo più com’era!
Cresceranno i carciofi a Mimongo di Fulvio Ottaviano (1996)
Enzo (Valerio Mastrandrea): poi io con il preservativo non ce la faccio. C’ha ragione il papa ci ha ragione. Eh! è contronatura! prova a andare a vedere il derby allo stadio con uno scatolone in testa, poi mi dici che effetto ti fa.
Bart: Cos’è una storia non seria, si scopa ridendo?
Bart: Mi stanno sul culo i libri, sono troppo cari. È normale che la gente se ne compra uno all’anno e si compra Umberto Eco, che ne so.
Bart: La sregolatezza pura, che non ha a che fare col genio, m’esalta!
Bart: Visto che io mi sposerò a quarant’anni con una ragazza che non potrà avere più di vent’anni, è ovvio, adesso lei sta frequentando… l’asilo? Se io vado davanti alle scuole a sbirciare un po’ chi possa essere la mia futura moglie, è nel mio pieno diritto di marito previdente o sono solo un pedofilo? Cosa sto dicendo?
E questa è la storia di Paolo, Linda e Romoletto.Una delle tente storie che rimarranno per sempre ignorate, avvenuta oggi in questa città. Una città come tutte le altre, fatta di case e di stade. La città che gli uomini hanno costruto con l’unico scopo di rendersi più facile la vita, di aiutrarsi a vivere l’uno con l’altro durante il breve tempo della loro esistenza.
Leonida: Ricorda sempre: la vera forza di uno spartano è il guerriero al suo fianco. Perciò dagli rispetto e onore, e li riceverai a tua volta.
Delios: “Addio amore mio”. Non lo dice. Non c’è spazio per la tenerezza, non a Sparta. Non c’è posto per la debolezza. Solo i duri e i forti possono definirsi Spartani. Solo i duri. Solo i forti.
Leonida: Il mondo saprà che degli uomini liberi si sono opposti ad un tiranno, che pochi si sono opposti a molti e, prima che questa battaglia sia finita, che persino un dio re può sanguinare.
Leonida: Una nuova era è cominciata. Un’era di libertà. E tutti sapranno che 300 spartani hanno dato la vita per difenderla!
Leonida: Spartani! Preparate la colazione e mangiate tanto, perché stasera ceneremo nell’Ade!
Delios: Non è la paura a governarlo, ma solo l’irrequietezza, una cresciuta percezione delle cose.