
Ma la cosa ancor più sorprendente era il modo in cui Matthys aveva smascherato l’ipocrisia dei preti e dei dottori che ci avevano servito la Bibbia dai pulpiti e dalle cattedre: quella miserabile teologia della «dittatura morale» e della «onestà», spesso e volentieri conferita solo dal grado, dall’autorità. «Il Vangelo invece elogia i disonesti, si rivolge alle prostitute, ai lenoni, non alle prostitute pentite, ma alle puttane così come sono, ai malviventi, alla sentina della terra». Anche l’elogio dell’onestà e della morale erano per lui la religione raccontataci dall’Anticristo.
Ecco perché era tra la gente comune, gli artigiani, i pezzenti e la feccia dei vicoli che avremmo trovato gli eletti, tra coloro che subivano più di tutti gli altri e che non avevano nulla da perdere se non la loro condizione di reietti dal mondo. Lì la scintilla delle fede in Cristo e nel suo ritorno imminente poteva sopravvivere, perché più vicine alla sua scelta di vita erano le condizioni di quella gente. Cristo aveva scelto i diseredati, le puttane e i lenoni? Ebbene là avremmo reclutato i capitani per la battaglia.
Dal romanzo Q di Luther Blisset,Einaudi, Stile libero, Torino 1999, p. 206
Pubblicato il novembre 17, 2009 da nouvellepunk
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