Spesso i critici mi accusano dicendo che nei film non sono altro che me stesso. Ma essere se stessi è molto più difficile di quanto pensiate 4 months ago
E non mi dire che non mi conosci più, che ti sei dimenticato. Non mi dire che non ti ricordi più... 4 months ago
François Truffaut: Siamo arrivati a metà dell’avventura. Io, prima di comincare a girare, desidero soprattutto fare un film che sia bello. Non appena sorgono le prime grane devo ridurre le mie ambizioni augurandomi che si riesca a finire il film. Verso la metà della lavorazione faccio un esame di coscienza e mi dico: potevi lavorare meglio, potevi dare di più, ora ti resta l’altra metà per rimetterti in pari. E da quel momento cerco di rendere più vivo tutto ciò che si vedrà sullo schermo. Vi presento Pamela mi sembra avviato sul binario giusto. Gli attori sono a loro agio coi loro personaggi, la troupe è affiatata, i problemi personali non contano più. Il cinema impera.
François Truffaut: Ho sempre paventato ciò che ora si è verificato: la lavorazione interrotta per la morte di un attore. Con Alexandre scompare tutta un’epoca del cinema. I film si gireranno per le strade senza divi e senza copione.
Alexandre: Strano come gli attori siano vulnerabili
Dottor Nelson: No, invece è normale. Tutti quanti hanno paura di essere giudicati, ma nel vostro mestiere il giudizio fa parte della vita. Sia nel lavoro che fuori dal lavoro.
Alxandre: Già, quando incontriamo qualcuno ci domandiamocosa pensa di me? Chissà se mi ama? Ma io penso che sia la stessa cosa per tutti gli artisti. Quando Mozart era bambino, e gli chiedevano di suonare rispondeva: “ora ti suonerò tutto quello che vuoi, ma prima dimmi che mi ami”.
Dottor Nelson: E poi è il mestiere in cui ci si bacia di più.
Alexandre: Lei lo ha notato, vero? Si, non facciamo che baciarci, pare che la stretta di mano fu invetata per dimostrare che non si erà armati, che non si era nemici. Ma per noi questo non basta. Bisogna dimostrare che ci si ama. Mio tesoro, my darling, my love, sei magnifico. Se ne ha bisogno, già.
Dal 2 al 10 maggio 2009 a Roma arriva la seconda edizione del cinemaspagna. Tra i film proiettati quest’anno ci sarà un sezione dedicata alla “nueva ola” spagnola, un omaggio ai primi film girati in Spagna da Marco Ferreri e una sezione dedicata al 70° anniversario della fine della guerra civile spagnola.
Numerose dunque le proiezioni e le iniziative per questo festival dislocato in diversi centri culturali della città: Il cinema Farnese, la sede dell’Istituto di cultura spagnola Cervantes a Piazza Navona, la Real Accademia di Spagna in San Pietro in Montorio e l’Antica Biblioteca Valle.
La storia si svolge al contrario, partendo dalla fine. Come la memoria del protagonista che ogni mattina deve riprendere i propri ricordi partendo dall’ultimo particolare che si ritrova davanti.
Memento infatti è la figurazione di un disagio, dell’impossibilità del protagonista Lanny ad acquisire nuovi ricordi e di tutti i tentativi che compie pur di ripirstinare un contatto, un filo che possa ridare senso alla sua vita. Lanny, dunque, utilizza dei propri metodi nel prendere appunti, ordina tutto, difida delle altre scritture e cerca in questo modi di condurre l’indagine che possa portarlo direttamente dall’assassino della moglie che voule vendicare.
In questo improbabile tentativo di ricostruzione del senso, il corpo diventa uno strumento per prendere appunti, un mezzo che gli consenta di dare linearità alla sua storia. Il corpo diventa allora un tessuto sul quale scrivere la propria esistenza, nonché l’unico punto di riferimento. E il marchiarlo diventa un modo per ricalcare gli avvenimenti importanti.
Ma la scrittura sul corpo non è l’unico strumento utilizzato. L’altro è la polaroid, che consente all’uomo di creare un sostituto del ricordo. D’altronde Edgar Morin sosteneva che la foto è sempre ricordo, e che i due termini possono addirittura essere intercambiabili. Ma in mancanza di memoria, come accade nel film, questo ricordo può diventare falsato, può essere manipolato e può dar vita a delle false interpretazioni.
Memento allora lascia esplodere un immaginario perverso in cui la diffidenza, la paranoia, la verità finiscono in un grosso calderone dove tutto viene mescolato e confuso.
E il risultato è spiazzante.
Come svegliarsi ogni mattina in una stanza e non sapere dove e perché ci si trova lì.
All’inizio del nuovo millennio una tecnologia conosciuta come realtà virtuale sarà diffusamente utilizzata. Essa permetterà a chiunque di esplorare mondi artificiali generati dal computer e, al pari dell’immaginazione, illimitati. I suoi creatori prevedono per essa milioni di utili applicazioni pratiche, altri temono invece che possa diventare una pericolosa forma di controllo della mente.