
Le prime immagini sono crude e toccanti, il macabro omicidio plurimo consumato in una normale casa del napoletano da infatti avvio alla scioccante tragedia di Vito. Quello che segue sono le vite di questi ragazzi, figli di nessuno, che si trovano a sopravvivere nella giungla metropolitana di una metropoli famelica come Napoli.
Il film procede per analogie, dando una spietata immagine degli anni ottanta, dove vita e flusso televisivo finiscono per accorparsi, sovrapporsi. Dialoghi televisivi doppiano la vita degli appartamenti suburbani, i capelli cotonati delle serie americane si mischiano ad improbili imitazioni napoletane. “Gesu verrà” dice la preside “magari attraverso la televisione”. E forse vestito come Sylvester Stallone, aggiungerei.
La Napoli che si vede è quella dei primi anni ‘90, vista con gli occhi di un bambino di dodici anni che è già cresciuto troppo in fretta. Gli scippi con il mitico Sì della Piaggio, le partite a calcetto su campetti d’asfalto, le rapine, i furti in appartamento, i videogiochi nei bar, le sale biliardo, le prime sigarette, lo spaccio di droga, l’uso di droga, le inculate in galera, la pizza fredda, la Tv, gli spot pubblicitari. gli spot pubblicitari, gli spot pubblictari, 90° minuto, le autoradio, Il Napoli con Policano, i morti di eroina, i tuffi sui sacchetti dell’immondizia prima che diventassero emergenza, Rambo, i titoli di coda tagliati, l’Italsider…
Capuano in questo film non assolve nessuno, la realtà è presentata nella sua crudezza senza mediazioni o moralismi. Lo stesso protagonista si porta sulle spalle una storia, ricostruita non per cercare una giustificazione ai suoi comportamenti ma per cercare di restituire la complessità di una figura non facile da colpevolizzare.
Un gran film dunque, pieno di coraggio e con intuizioni a dir poco geniali. Una su tutte il sogno di fuga dal carcere del protagonista Vito, che si immagina attraversare gli spazi della prigione come un personaggio di un videogiochi che deve giocarsi tutto all’ultima moneta.
Titolo: Vito e Gli Altri
Regia: Antonio Capuano
Cast: Pasquale Amore, Massimo Antacido, Giovanni Bruno, Antonio Farak, Giuseppina Fusco, Antonio Iaccarino, Mario Lenti, Pina Leone
Sceneggiatura: Antonio Capuano
Data: 1991
Genere: Sociale/Drammatico