Nouvelle Punk

Il cinema con le fender

Archivio per Agosto 2008

LA PRIMA VOLTA è SEMPRE LA PIù CORTA: l’esordio al cinema di Orson Welles

Pubblicato da unpopularpress su Agosto 22, 2008

Questo è l’esordio alla regia di Orson Welles.

Era il 1934 Welles aveva solo 19 anni, ma era già attore e speaker radiofonico a New York. Siamo ancora lontani dal delirio radiofonico de La guerra dei mondi, nonostante ciò la sua voglia di strafare era già evidente.

The Heart of age è il suo primo cortometraggio ed è un vero e proprio delirio blues. Clownerie e surrealismo, sperimentazione ed errori, stampe in negativo e mimica esagerata.

Sono otto minuti. Da ascoltare con gli occhi.

Quindi è inutile star qui a parlarne. Buona visione.

Questo è il video gentilmente youtubbato da magikrhino

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TALKING: Orson Welles

Pubblicato da unpopularpress su Agosto 22, 2008

   Il cinema è un mestiere… Nulla può essere paragonato al cinema. Il cinema appartiene al nostro tempo. È la cosa da fare. 
 

Orson Welles, Cahiers du cinema n. 165, 1965

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KILLING TELEVISION: Vito e gli altri di Antonio Capuano (1991)

Pubblicato da unpopularpress su Agosto 22, 2008

 

 

 

Le prime immagini sono crude e toccanti, il macabro omicidio plurimo consumato in una normale casa del napoletano da infatti avvio alla scioccante tragedia di Vito. Quello che segue sono le vite di questi ragazzi, figli di nessuno, che si trovano a sopravvivere nella giungla metropolitana di una metropoli famelica come Napoli.

Il film procede per analogie, dando una spietata immagine degli anni ottanta, dove vita e flusso televisivo finiscono per accorparsi, sovrapporsi. Dialoghi televisivi doppiano la vita degli appartamenti suburbani, i capelli cotonati delle serie americane  si mischiano ad improbili imitazioni napoletane. “Gesu verrà” dice la preside “magari attraverso la televisione”. E forse vestito come Sylvester Stallone, aggiungerei.

La Napoli che si vede è quella dei primi anni ‘90, vista con gli occhi di un bambino di dodici anni che è già cresciuto troppo in fretta. Gli scippi con il mitico Sì della Piaggio, le partite a calcetto su campetti d’asfalto, le rapine, i furti in appartamento, i videogiochi nei bar, le sale biliardo, le prime sigarette, lo spaccio di droga, l’uso di droga, le inculate in galera, la pizza fredda, la Tv, gli spot pubblicitari. gli spot pubblicitari, gli spot pubblictari, 90° minuto, le autoradio, Il Napoli con Policano, i morti di eroina, i tuffi sui sacchetti dell’immondizia prima che diventassero emergenza, Rambo, i titoli di coda tagliati, l’Italsider…

Capuano in questo film non assolve nessuno, la realtà è presentata nella sua crudezza senza mediazioni o moralismi. Lo stesso  protagonista si porta sulle spalle una storia, ricostruita non per cercare una giustificazione ai suoi comportamenti ma per cercare di restituire la complessità di una figura non facile da colpevolizzare.

Un gran film dunque, pieno di coraggio e con intuizioni a dir poco geniali. Una su tutte il sogno di fuga dal carcere del protagonista Vito, che si immagina attraversare gli spazi della prigione come un personaggio di un videogiochi che deve giocarsi tutto all’ultima moneta.

Titolo: Vito e Gli Altri
Regia: Antonio Capuano
Cast: Pasquale Amore, Massimo Antacido, Giovanni Bruno, Antonio Farak, Giuseppina Fusco, Antonio Iaccarino, Mario Lenti, Pina Leone
Sceneggiatura: Antonio Capuano
Data: 1991
Genere: Sociale/Drammatico

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(EC)CITAZIONI: Il Castello errante di Howl di Hayao Miyazaki

Pubblicato da unpopularpress su Agosto 21, 2008

Sophie: Ma quanti sono i nomi che usi, eh Howl?

Howl: Solo quelli che mi servono per vivere libero.

 Il castello errante di Howl di Hayao Miyazaki

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TALKING: con un amico

Pubblicato da unpopularpress su Agosto 21, 2008

La Nouvelle Vague è, al giorno d’oggi, un modello inattuabile.

Un amico

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KILLING TELEVISION: La doppia vita di Veronica di Krzysztof Kieslowski (1991)

Pubblicato da unpopularpress su Agosto 4, 2008

 

 

Il film di Kieslowski è un affresco sulle possibilità della vita. Attraverso immagini suggestive il film ci mette di fronte al doppio possibile di ogni singolo atto della nostra esistenza. Non c’è nessuna retorica dietro la costruzione della doppia vita di Veronica, perché il racconto è lasciato alle immagini, alle allusioni, ai semplici gesti della vita quotidiana.

Il film parla al cuore più che al cervello, attraverso lo stimolo dei nostri principali sensi: la vista (stimolata dalle scelte cromatiche sempre altamente suggestive di Kieslowski) e l’udito (attraverso la musica di Zbigniew Preisner, vero pilastro narrativo del film).

Per questa sua irrazionalità sensitiva il film necessita dunque di un altro narratore, all’interno della storia: Il burattinaio che aiuterà a comprendere, o meglio a gettare in un alone di mistero più fitto, la doppia vita della protagonista. Sarà lui, infatti, a muovere i fili della storia, facendo oscillare la comprensione del film e lasciandoci sospesi come fantocci di porcellana.

 

Scheda del film

Titolo Originale: LA DOUBLE VIE DE VERONIQUE

RegiaKrzysztof Kieslowski

InterpretiIrène Jacob, Philippe Volter, Claude Duneton, Sandrine Dumas, Louis Ducreux, Aleksander Bardini

Durata

: h 1.38
Nazionalità:  Francia, Polonia, Norvegia 1991
Generedrammatico
Al cinema nel Giugno 1991
 

 

 

Una ragazza polacca, Weronica, e una francese, Vèronique, pur non avendo nessun legame, sono uguali come gocce d’acqua, hanno lo stesso amore per la musica e la stessa malformazione al cuore. Per una misteriosa corrispondenza, la francese farà tesoro della tragica esperienza dell’altra.

 

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KILLING TELEVISION: Scarface di Howard Hawks

Pubblicato da unpopularpress su Agosto 1, 2008

 

 

 

L’occhio di Howard Hawks è una macchina perfetta che si muove negli spazi disegnando traiettorie millimetriche e zone delimitate tra vita e morte.

 

I gangster vengono trasformati in fantocci e stilizzati attraverso tic o situazioni-tipo che accentuano il loro carattere posticcio. Tic che indicano una vita inceppata, così come le croci diventano simbolo di una morte precoce, incombente sin dall’inizio sul volto di Tony Camonte (Paul Muni)

 

Tutto è precisione e disarmonia. La precisione di ogni minimo movimento di macchina, la disarmonia creata dai colpi di mitra, la costruzione perfetta di ogni scena e il caos delle esplosioni.

La serietà della morte, contro le irriverenti gag della vita.

 

Il film dunque mette in discussione l’ordine costituito, ribaltando continuamente i ruoli dei personaggi. Gangster umani, boss intimoriti, poliziotti violenti. Ogni personaggio è umanamente surreale, impedendo così ogni tipo di identificazione.

 

L’accusa nei confronti della mafia è evidente. Il moralismo di Hawks pure. Ma aleggia un desiderio di rivalsa imperante, unica via di fuga dal ruolo che ci è stato assegnato.

 

Titolo Originale: SCARFACE
Regia: Howard Hawks
Interpreti: Paul Muni, Ann Dvorak, George Raft, Boris Karloff, Vince Barnett, Karen Morley
Durata: h 1.25
Nazionalità:  Usa 1931
Genere: drammatico

Tratto dal libro “Scarface” di Armitage Trail
Al cinema nel Marzo 1931

 

 

Ispirata alla vita di Al Capone, la scalata al potere di un piccolo boss mafioso che diventa il numero uno d

ella criminalità organizzata di Chicago degli anni Trenta. Il film ha avuto un rifacimento nel 1983 diretto da Brian De Palma.

 

 

 

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